Quel cambio di punteggiatura…

Come mai quando i Vangelo citano Is 40,3 («Una voce proclama: nel deserto preparate la via del Signore») cambiano la punteggiatura, così che risulta un significato diverso (Mc 1,3: «Una voce grida nel deserto: preparate la via del Signore»; cf. anche Mt 3,3; Lc 3,4)?   Raffaele C.

Nel testo di Isaia l’araldo proclama il ritorno degli Israeliti dall’esilio babilonese: nel loro viaggio verso la patria sono preceduti dal Signore e, come in processione, attraversano il deserto che è reso percorribile.
Già la traduzione greca dei Settanta, poi seguita dai Vangeli, collegava «nel deserto» con «la voce», e non più con «preparate», come nel testo originale ebraico.
In questo modo la citazione risultava ancor più adatta per descrivere la missione di Giovanni Battista che, nel deserto, predicava alle folle che si recavano da lui («una voce grida nel deserto»), affinché si convertissero e preparassero così la via del Signore, cioè si predisponessero per la venuta imminente del Messia.
Da notare che solo l’evangelista Luca prolunga la citazione fino al v. 5 (Is 40,3-5), così da far risuonare anche la promessa di salvezza universale: «Ogni carne vedrà la salvezza di Dio» (cf. Lc 3,4-6).

[­Famiglia Cristiana del 10/06/2012]